,

Studenti del Frattini progettisti di design: come ti creo un servizio a misura di cliente

[articolo originale qui

Sono tanti, sono giovani e passeranno le loro ore in alternanza scuola-lavoro sullo sviluppo di tutto quello che è design. Sono i ragazzi della classe IV del Liceo Artistico statale “A. Frattini” di Varese che, divisi in due gruppi da quindici, per i prossimi giorni occuperanno Versione Beta e Faberlab per lavorare su due percorsi distinti (il progetto di alternanza si titola “Dall’idea al prototipo”) dedicati l’uno al design di servizio e l’altro al design di prodotto. Secondo la logica che muove il mondo del lavoro: Versione Beta e Faberlab sono i committenti, gli studenti (per ciascun gruppo, l’alternanza è di novanta ore) sono i professionisti che devono soddisfare i clienti.

Alla scuola di formazione di Busto Arsizio, ne incontriamo una rappresentanza: decisi, ottimisti ma anche confusi. Il design di servizio, per tutti, resta un concetto complesso: disciplina progettuale con approccio sistemico e multidisciplinare? «Niente paroloni – dice Umberto Rega, responsabile di Versione Beta – Il service design altro non è che la progettazione di servizi che rispondano meglio alle esigenze dei clienti in modo efficace ed efficiente. E che, per una sua corretta realizzazione, presuppone conoscenze in tema di brand, comunicazione, esperienza del cliente e offerta dei servizi. Quelli della pubblica amministrazione ma anche di aziende private».

UN SERVIZIO E’ UN PRODOTTO
Michela QuintoNicola LucerniFederica Rao e Giovanni Cirigliano si guardano, si interrogano, si ammutoliscono. Se gli chiedi “cosa è il design di servizio?”, tutti si fanno insicuri, Ma poi: «E’ quando impari a comunicare la tua idea, perché anche un servizio è un prodotto, quindi l’utente finale deve percepirne il valore. Qui stiamo imparando come realizzare un prodotto che sia positivo per la massa ma anche attraente».

Ma se introduci la parola “brand”, tutti si illuminano. Non è un caso che Valeria Brignani, di Confartigianato Imprese Varese, li abbia accompagnati in questo mondo ponendo l’accento sulla brand identity di Versione Beta: scelta del nome e dell’immagine comunicano un contenuto e di conseguenza un servizio. Gli esempi di studio sono numerosi, e proprio a Versione Beta si è parlato di prodotti che sono diventati servizi imponendosi, nell’immaginario di chiunque, attraverso l’affermazione del proprio brand: Apple, Ceres, Dove, Facebook, McDonald e Zara. Ancora meglio: in ciascuno di quei brand, nei loro rispettivi settori, c’è la piena identificazione del prodotto.

IL MONDO NON E’ TUTTO IN UNA EMOJI
Il fascino è contagioso, a tal punto che gli studenti si mettono subito in linea: «Devi cercare un modo facile e molto pratico per vendere il tuo prodotto. Devi entrare nella testa del cliente e capire cosa vuole lui», dicono. Contenti del fatto che questa formula di alternanza scuola-lavoro li avvicina «al mondo degli adulti, perché noi ragazzi usiamo la comunicazione per tutto, ogni cosa che accade entra nel nostro cellulare, in una whatsappata, in un emoji. I grandi, invece, sanno selezionare e dare il giusto peso alle cose».

PER LA PIXAR O LA FESTA DEI BAMBINI
Per esempio sarà utile a Nicola, che sogna un futuro nell’animazione e nel character design («magari fosse alla Pixar», dice) o a Michela, che invece vuole imparare a «comunicare meglio per due motivi: da un lato per spiegare i suoi progetti scolastici ai professori e dall’altro per intercettare nuovi clienti per il suo lavoretto estivo di feste per bambini». Eccolo, il design di servizio: un concetto complesso che si traduce, nella realtà, in quello che fa già parte dei progetti di questi ragazzi. Perché loro sanno che «devi essere bravo, creativo e coinvolgente. E le tue idee, se vuoi che funzionino, devono trovare un posto sul mercato».

A motivarli, però, interviene anche un altro aspetto. Forse il più importante: «Qui a Versione Beta non siamo mai soli, conosciamo cose diverse da quelle che vediamo tutti i giorni e poi impariamo cose che a scuola non facciamo. Qui stiamo già pensando al nostro futuro». Il perché ce lo dice Giovanni: «La prima cosa positiva di questa esperienza, è che non ci hanno messo a fare le fotocopie».

E non è così importante se i ragazzi, del design di servizio, non sanno ancora niente: «Il progetto di Versione Beta ci porta ad aprire la mente e ci servirà anche al di fuori di questo percorso: nel lavoro che si farà ma anche nella vita in generale. Perché imparare a conoscere un cliente, mettere in chiaro le sue richieste e soddisfarle serve ovunque».

, ,

Videoguida-formazione: da obbligo a vantaggio, ma come scegliere quella giusta?

[Articolo originale qui]

Continua e customizzata. In aula, in laboratorio o in impresa. Sostenibile. La formazione è un asset strategico per qualunque azienda. E se dalla fine degli anni Novanta agli inizi del Duemila era vista come un costo, oggi è considerata un investimento valido. A tal punto che la formazione è ormai valorizzata nei budget e nei bilanci aziendali.

IL CAMBIO CHE SERVE: CASI REALI PER SOLUZIONI VERE
I mutamenti tecnologici e tecnici intervenuti negli ultimi anni, e il Piano Nazionale Industria 4.0, hanno tirato un filo diretto tra l’interconnessione delle macchine e quella delle persone. Così un corso formativo non è più e solo tecnico, ma anche fatto di quelle conoscenze che entrano nelle sfere comportamentali dell’individuo. «Per anni i corsi obbligatori sono stati il terreno privilegiato delle piccole e medie imprese – interviene Umberto Rega, responsabile formazione di AreaLavoro/Versione Beta, la scuola di formazione di Busto Arsizio – ed era raro pensare a piani formativi ampi perché la parte produttiva assorbiva la maggior parte del tempo e delle risorse. Ora la metodologia è profondamente cambiata e i corsi non sono più determinati a monte e non sono più invariabili. Il metodo più utile ormai è quello della partecipazione attiva delle persone basata sulla trasmissione dell’esperienza. In aula, o altrove, si trattano situazioni reali che avvengono in azienda e che coinvolgono le persone chiedendo il loro punto di vista. Questo facilita il confronto e la definizione delle soluzioni».

COMPETERE CON NUOVE COMPETENZE
Metodologia al passo con le esigenze delle imprese e, di conseguenza, in grado di proporre corsi che vadano anche al di fuori dei soli obblighi normativi. «Perché – continua Rega – indipendentemente dalle loro dimensioni, le imprese puntano anche sugli aspetti relazionali, sulle capacità di comunicare e raccontare il loro business. I valori di cui sono fatti i loro prodotti. Per farlo, a volte ci si basa sul talento naturale dei propri collaboratori ma spesso è necessario costruire skills appropriate».

Come quelle che permettono all’azienda di tenere sotto controllo il Conto Economico e il Bilancio, di leggere in modo corretto un budget, di gestire la parte social della comunicazione (e tutto quello che rientra nel digital marketing), di sentirsi a proprio agio nel momento in cui si internazionalizza e si decide di proporsi con un sito multilingue o con un servizio di e-commerce rivolto a tutto il mondo.

IL COACHING
In questo le aziende hanno un vantaggio, ed è quello di potersi confrontare in spazi interaziendali, nelle quali si ritrovano persone che provengono da imprese diverse. Perno del confronto è il formatore, che è bravo quando riesce a coinvolgere a livello esperenziale i suoi interlocutori per trovare soluzioni a problemi veri. Più si investe sulle persone, e le si coinvolge, e più l’azienda fa uno scatto in avanti.

Con una forte convinzione: «Non basta più la semplice tecnica ma bisogna far sapere al mondo come si lavora», incalza il responsabile di VersioneBeta. Ecco perché è importante sperimentare e arrivare agli obiettivi prefissati anche attraverso un adatto percorso formativo. La parola che sposta gli equilibri è “coach”: «Uno specialista che lavora all’interno delle aziende con singole persone, o con gruppi di individui, per sviluppare le competenze più adatte sì nel settore tecnico ma anche in quello manageriale e gestionale. E che è in grado di offrire assistenza anche all’interno dei reparti produttivi. Perché oggi quello che si deve ottenere in azienda è l’ottimizzazione del tempo, delle risorse e dei propri collaboratori».

COME SCEGLIERE IL CORSO ADATTO? IL CHECK UP
Ma come si arriva a questi risultati? Attraverso un check up iniziale fatto sulle persone e sul business dell’azienda. Una volta che si sono incrociate le esigenze dell’imprenditore con l’analisi dei fabbisogni, si è in grado di costruire un percorso formativo ad hoc che a volte si rivela del tutto diverso da quello ipotizzato inizialmente. E’ per questo che Rega parla di «formazione su misura che può anche essere finanziata con tutti i fondi interprofessionali».

Formazione che oggi risponde a esigenze incrociate e che al coaching abbina anche i percorsi one-to-one: è questo il metodo che aiuta gli imprenditori ad abbandonare i propri preconcetti per creare momenti di confronto non solo customizzati ma anche efficaci. Per un investimento che si rivaluta nel tempo.

,

#GelatoDay: sconto del 50% per i corsi online HACCP, ex-libretto sanitario base e rinnovo

Ogni anno il 24 marzo si festeggia la Giornata Europea del Gelato Artigianale e per l’occasione abbiamo deciso di regalarti un sconto del 50% per i corsi online su HACCP, Ex-libretto sanitario base e rinnovo.

,

Impianti per la comunicazione elettronica: due nuovi corsi per antennisti “evoluti”

Sai come progettare e realizzare degli impianti d’antenna singoli o centralizzati in rame e fibra ottica? Come te la cavi con gli impianti LAN domestici? Versione Beta lancia due corsi per formare i moderni antennisti su tutto ciò che c’è da sapere in merito alla ricezione terrestre e satellitare in un’epoca in cui il confine tra Tv e computer è sempre più labile. Dagli aspetti normativi a quelli pratici. Dall’installazione, la manutenzione e la dichiarazione di conformità.

, ,

Sicurezza: primo soccorso e antincendio

Immagina un’offerta formativa costruita sulle competenze e la professionalità e non soltanto sulla classe di rischio. Versione Beta propone tre differenti aggiornamenti specifici per impiegati, addetti alla produzione e servizi alle persone. Scopri i nostri corsi…

, ,

RSPP: formazione e aggiornamenti obbligatori

Immagina un’offerta formativa costruita sulle competenze e la professionalità e non soltanto sulla classe di rischio. Versione Beta propone tre differenti aggiornamenti specifici per impiegati, addetti alla produzione e servizi alle persone. Scopri i nostri corsi…

, ,

Sicurezza lavoratori: formazione e aggiornamenti obbligatori

Immagina un’offerta formativa costruita sulle competenze e la professionalità e non soltanto sulla classe di rischio. Versione Beta propone tre differenti aggiornamenti specifici per impiegati, addetti alla produzione e servizi alle persone. Scopri i nostri corsi…

,

Scuola dei mestieri per artigiani “su misura” | Il presidente Galli su Rete55

Da un lato, i luoghi comuni che per decenni hanno “degradato”, nell’immaginario collettivo, il ruolo dell’istruzione tecnica. Dall’altro, il divario professionale tra chi cerca un impiego e le moderne esigenze del manifatturiero. Questi, secondo Confartigianato, i paletti che frenano il rilancio della piccola e piccolissima impresa. Da qui la proposta del presidente Galli: “Una scuola dei mestieri”.

, ,

Business Coaching: Il metodo dello sgabello migliora il lavoro. E ci dà il tempo per vivere

[articolo originale di Paola Provenzano qui]

Tra imprenditori e liberi professionisti sta nascendo una nuova consapevolezza: sono sempre di più le persone disposte a investire tempo e denaro pur di lasciarsi alle spalle il paradigma “dormo poco lavoro molto e non ho tempo per affetti e salute”. A raccontarcelo, da un punto di vista privilegiato, è  Gianluca Tescione, mental coach che di casi di imprenditori giovani, startupper, capitani d’azienda più avanti con gli anni, in crisi o sul punto di lasciare il lavoro ne vede e ne supporta tanti.

E forse qualcosa di quello che sta accadendo vien fuori anche dalle parole di Elon Musk, amministratore delegato di Tesla, considerato uno degli imprenditori più geniali e visionari del momento. La sua giornata tipo? Dodici ore dedicate al lavoro, sei al riposo e sei alla ricerca di una fidanzata.

TRE SFERE DA RIEQUILIBRARE
«Quello che sta dicendo Musk – spiega Tescione – non è altro che la ricerca di un equilibrio che riguarda tre differenti sfere della nostra persona: sono tre “conti correnti” che noi abbiamo aperti e dove stanno rispettivamente il lavoro, la salute e gli affetti. Sono come tre pilastri: quello del lavoro, quello dell’amore e quello del benessere e della vitalità».

«Ciascuno di noi – continua Tescione utilizzando una immagine molto chiara – è come uno sgabello a tre gambe: se una di queste manca oppure è più corta delle altre, allora manca l’equilibrio. Chi sceglie ad esempio solo il lavoro, finirà per avere dei problemi sul lato degli affetti o della salute».

Cosa vede nella sua esperienza di tutti i giorni? Per chi fa il mio lavoro non è difficile trovarsi di fronte a uomini maturi di 70 anni che hanno fatto una vita in impresa e poi si guardano indietro e si accorgono di non aver vissuto, oppure vedere professionisti che ignorano i segnali di stanchezza che il corpo manda in nome di una ricerca continua della massima efficienza sul lavoro finendo per essere travolti dai problemi di salute.

«Occorre che ciascuno di noi trovi il suo personale modo di tenere tutto insieme ed in equilibrio – spiega Tescione – ci possono essere dei suggerimenti generali su come farlo, ad esempio gestendo meglio il tempo, ma poi le ricette vanno personalizzate a seconda delle nostre esigenze».

In altre parole non è questione di fissare un numero di ore da dedicare ad affetti, lavoro e salute: «Non si tratta di scegliere tra l’una o l’altra cosa, ma di avere del tempo per tutto e che questo tempo sia di qualità». Ed è da questo equilibrio che scaturisce anche la capacità creativa.

LA CHIAVE È LA PASSIONE
La vera cartina di tornasole e la premessa di tutto è però rappresentata da come il lavoro viene percepito e vissuto. «A non funzionare è il concetto di lavoro come fatica – spiega Tescione – La nostra occupazione deve essere guidata dalla passione, ossia da un forte interesse: solo così il lavoro ci risulterà piacevole e porterà alla nostra realizzazione».

Una passione che si declina nelle diverse professioni e che per ciascuno ha caratteristiche differenti, legate a talenti e interessi personali. «Solo così ci si alza ogni mattina motivati, altrimenti il lavoro diventa una fatica. A quel punto non è questione di quanto si lavora, ma di come lo si fa».