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Niente più sedie in riunione: va al sodo solo chi resta in piedi

Quante volte, dopo una riunione di lavoro, si ha la sensazione di aver perso tempo? Specialmente quando sul tavolo sono finiti solo problemi, sfoghi e lamentele. E, di soluzioni, ben poche. È per questa ragione che in alcune multinazionali hanno sperimentato le riunioni aziendali in piedi. Niente più poltrone dove sprofondare, ronfare, pensare a tutt’altro ma una più scomoda posizione eretta.

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Artigiani della birra: corso di hombrewing in Versione Beta

Birra artigianale: tutti hanno iniziato come inizieranno coloro che si iscriveranno al corso organizzato da VersioneBeta in collaborazione con Giovanni Novembre del birrificio “Due Tocchi” e Daniele Martinello del birrificio “The Wall”.

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HOW TO: Rendi rapide ed efficaci le riunioni del tuo team con Versione Beta

Quante volte ti è capitato di avere la percezione che il tempo impiegato in riunioni e incontri di lavoro sia tempo perso?

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Sicurezza lavoratori: formazione e aggiornamenti obbligatori

Immagina un’offerta formativa costruita sulle competenze e la professionalità e non soltanto sulla classe di rischio. Versione Beta propone tre differenti aggiornamenti specifici per impiegati, addetti alla produzione e servizi alle persone. Scopri i nostri corsi…

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Scuola dei mestieri per artigiani “su misura” | Il presidente Galli su Rete55

Da un lato, i luoghi comuni che per decenni hanno “degradato”, nell’immaginario collettivo, il ruolo dell’istruzione tecnica. Dall’altro, il divario professionale tra chi cerca un impiego e le moderne esigenze del manifatturiero. Questi, secondo Confartigianato, i paletti che frenano il rilancio della piccola e piccolissima impresa. Da qui la proposta del presidente Galli: “Una scuola dei mestieri”.

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Business Coaching: Il metodo dello sgabello migliora il lavoro. E ci dà il tempo per vivere

[articolo originale di Paola Provenzano qui]

Tra imprenditori e liberi professionisti sta nascendo una nuova consapevolezza: sono sempre di più le persone disposte a investire tempo e denaro pur di lasciarsi alle spalle il paradigma “dormo poco lavoro molto e non ho tempo per affetti e salute”. A raccontarcelo, da un punto di vista privilegiato, è  Gianluca Tescione, mental coach che di casi di imprenditori giovani, startupper, capitani d’azienda più avanti con gli anni, in crisi o sul punto di lasciare il lavoro ne vede e ne supporta tanti.

E forse qualcosa di quello che sta accadendo vien fuori anche dalle parole di Elon Musk, amministratore delegato di Tesla, considerato uno degli imprenditori più geniali e visionari del momento. La sua giornata tipo? Dodici ore dedicate al lavoro, sei al riposo e sei alla ricerca di una fidanzata.

TRE SFERE DA RIEQUILIBRARE
«Quello che sta dicendo Musk – spiega Tescione – non è altro che la ricerca di un equilibrio che riguarda tre differenti sfere della nostra persona: sono tre “conti correnti” che noi abbiamo aperti e dove stanno rispettivamente il lavoro, la salute e gli affetti. Sono come tre pilastri: quello del lavoro, quello dell’amore e quello del benessere e della vitalità».

«Ciascuno di noi – continua Tescione utilizzando una immagine molto chiara – è come uno sgabello a tre gambe: se una di queste manca oppure è più corta delle altre, allora manca l’equilibrio. Chi sceglie ad esempio solo il lavoro, finirà per avere dei problemi sul lato degli affetti o della salute».

Cosa vede nella sua esperienza di tutti i giorni? Per chi fa il mio lavoro non è difficile trovarsi di fronte a uomini maturi di 70 anni che hanno fatto una vita in impresa e poi si guardano indietro e si accorgono di non aver vissuto, oppure vedere professionisti che ignorano i segnali di stanchezza che il corpo manda in nome di una ricerca continua della massima efficienza sul lavoro finendo per essere travolti dai problemi di salute.

«Occorre che ciascuno di noi trovi il suo personale modo di tenere tutto insieme ed in equilibrio – spiega Tescione – ci possono essere dei suggerimenti generali su come farlo, ad esempio gestendo meglio il tempo, ma poi le ricette vanno personalizzate a seconda delle nostre esigenze».

In altre parole non è questione di fissare un numero di ore da dedicare ad affetti, lavoro e salute: «Non si tratta di scegliere tra l’una o l’altra cosa, ma di avere del tempo per tutto e che questo tempo sia di qualità». Ed è da questo equilibrio che scaturisce anche la capacità creativa.

LA CHIAVE È LA PASSIONE
La vera cartina di tornasole e la premessa di tutto è però rappresentata da come il lavoro viene percepito e vissuto. «A non funzionare è il concetto di lavoro come fatica – spiega Tescione – La nostra occupazione deve essere guidata dalla passione, ossia da un forte interesse: solo così il lavoro ci risulterà piacevole e porterà alla nostra realizzazione».

Una passione che si declina nelle diverse professioni e che per ciascuno ha caratteristiche differenti, legate a talenti e interessi personali. «Solo così ci si alza ogni mattina motivati, altrimenti il lavoro diventa una fatica. A quel punto non è questione di quanto si lavora, ma di come lo si fa».

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Gaia, Giovane di Valore per Confartigianato (e Versione Beta)

VERSIONE BETA: Chi siamo? | Da Welfare in Azione un progetto che aiuta i giovani a trovare la propria strada nel mondo del lavoro

[articolo originale qui]

Non ha esitazioni Gaia Realini, 29 anni, varesina di Malnate: «Dove mi immagino fra cinque anni? Sempre qui e di continuare a fare il lavoro che faccio oggi». Il suo qui e il suo oggi sono il Servizio formazione per le imprese di Confartigianato Varese , dove è arrivata quattro mesi fa con un contratto a tempo determinato («ma penso e spero che il rinnovo a fine anno possa arrivare, sono fiduciosa») per occuparsi di formazione. Il suo qui e il suo oggi però è anche l’attività di volontariato che continua a svolgere per la Fondazione della Comunità di Malnate con cui è rimasta in contatto dopo l’esperienza di 10 mesi di tirocinio concluso a giugno. Entrambe le realtà, Confartigianato e Fondazione Malnate, sono fra i soggetti coinvolti nelle rete strutturata dal progetto Giovani di Valore, promosso da Fondazione Cariplo sotto il cappello di welfare in azione.

«Ed è grazie proprio alle relazioni che ho costruito all’interno di quel network che sono arrivata in Confartigianato», sottolinea Gaia. Un bel trampolino, dunque. La mia esperienza? testimonia di quanto possa essere decisivo mettere a disposizione dei giovani un incubatore capace di far dialogare le aziende e le persone del territorio. Con reciproco vantaggio. Gaia Realini

Conosciamo un po’ più da vicino Gaia: «Ho 29 anni, sono di Malnate, ho frequentato il liceo scientifico e nel 2014 mi sono laureata in legge alla Statale di Milano». Ma la carriera da avvocato non faceva per lei. «No, ho incominciato il praticantato, ma poi ho scelto una strada diversa, più affine con i miei desiderata». Primo fra tutti, quello di fare un’esperienza nel non profit. «Fin da ragazzina mi sono impegnata nel volontariato, prima come animatrice ed educatrice nell’oratorio di Malnate, poi con il doposcuola della parrocchia, quindi in un centro diurno per disabili gestito dall’associazione La Finestra ». La chiave per entrare in questo mondo gliel’ha fornita proprio “Giovani di Valore”.
«Su Facebook mi sono imbattuta tramite il sito di progetto in una call di lavoro che offriva un tirocinio retribuito proprio presso la “Fondazione città di Malnate”, una realtà che io già conoscevo». Gaia si propone e viene presa. Lì è incominciato sul suo reale percorso professionale («prima di allora avevo lavorato saltuariamente come commessa durante gli anni dell’università»).

Quella della Fondazione e stata un’esperienza molto gratificante: «Avevo il compito di seguire i progetti che sostenevamo sul nostro territorio e non solo, ma anche di contribuire alla raccolta fondi e alla comunicazione esterna del nostro ente».

Nel frattempo Gaia ha partecipato anche alle iniziative di formazione, workshop e networking proposte da “Giovani di Valore”. E come dicevamo «è proprio da lì che è nata questa altra opportunità qui in Confartigianato». «La mia esperienza?», chiosa Gaia, «testimonia di quanto possa essere decisivo mettere a disposizione dei giovani un incubatore capace di far dialogare le aziende e le persone del territorio. Con reciproco vantaggio».

 

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PERSONAL BRANDING: in principio c’erano i tortellini.

Uno dei precursori è stato Giovanni Rana che da produttore è diventato protagonista degli spot del suo pastificio. Lavorare sulla propria reputazione, soprattutto sul web – luogo di confronto e dibattito per i consumatori – vuole dire in un certo senso offrire una garanzia della qualità del nostro lavoro ed è un’occasione da non perdere. Tempo perso? Per nulla. Basta investire ogni giorno il tempo di cottura di una confezione di tortellini!

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HR & RUGBY: FARE SQUADRA | Un articolo su Repubblica.it

Per le regole con cui si gioca, la sua storia e i suoi valori, la palla ovale può essere una metafora efficace nella formazione aziendale. L’esperienza di Luigi Mazzotta, esperto di Hr: “È sport di squadra per eccellenza, nel quale persone con caratteristiche fisiche e mentali, ovvero competenze, diverse devono dare il meglio di sé per portare il gruppo alla vittoria”