Dal 1° giugno si può presentare domanda per ottenere i contributi messi a disposizione dalla Camera di Commercio di Varese attraverso l’atteso Bando #Restart,  Formazione Continua – Nuove Competenze del Capitale Umano.
A disposizione delle imprese del territorio varesino ci sono ben 250.000 euro.

Il bando sostiene la partecipazione di imprenditori e dipendenti a interventi formativi per lo sviluppo delle competenze gestionali, professionali e digitali all’interno delle imprese focalizzati al riorientamento, aggiornamento, riorganizzazione e trasformazione imposti dall’emergenza. Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 1.000 euro. L’investimento non può essere inferiore a 300 euro.

BENEFICIARI

Sono ammesse alla domanda di contributo le micro, piccole e medie imprese con sede e/o unità locale nel territorio varesino.

I destinatari della formazione possono essere:

  • lavoratori indipendenti: imprenditori individuali, lavoratori autonomi, familiari coadiuvanti; soci delle società di persone o di capitali a condizione che effettivamente partecipino all’attività lavorativa nella società;
  • lavoratori dipendenti: dirigenti, quadri, impiegati, operai, apprendisti.

CARATTERISTICHE DEL CONTRIBUTO

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto del 70% delle quote di iscrizione ai corsi (al netto di IVA), fino ad un massimo di 1.000 euro. La spesa minima 300 euro.

Sono ammessi i corsi di formazione inerenti gli ambiti di compenteza:

  • gestionale: interventi formativi focalizzati sui nuovi mindset imprenditoriali e manageriali, rientrano qui anche esperienze di coaching aziendale e di affiancamento in azienda di nuove figure professionali di temporary manager;
  • professionale: interventi formativi focalizzati su contenuti professionalizzanti legati a particolari esigenze produttive e di ruolo, nonché di riorientamento, aggiornamento, upgrade;
  • digitale: interventi formativi focalizzati sulle tecnologie innovative 4.0 e sui processi di riorganizzazione e trasformazione digitale imposta dal Covid-19: cambiamenti nei modelli organizzativi, compreso il lavoro agile, e nuovi modelli di business per fronteggiare competitivamente la “nuova normalità”.

I corsi di formazione devono essere realizzati nel periodo dal 24 febbraio 2020 al 30 aprile 2021 e avere una durata minima di 4 ore (2 ore per la formazione sui protocolli di sicurezza anticontagio). Possono svolgersi sia in modalità e-learning che in presenza.

I corsi di formazione possono essere fruiti presso i seguenti soggetti attuatori della formazione:

  • Agenzie formative accreditate dalle Regioni,
  • Università e Scuole di Alta formazione riconosciute dal MIUR,
  • Organizzazioni imprenditoriali e loro società di servizi con sede e/o unità locale nella provincia di Varese.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda di contributo può essere trasmessa con procedura telematica dal 1° giugno al 31 dicembre 2020.

I percorsi di formazione devono svolgersi nel periodo compreso tra il 24 febbraio 2020 e il 30 aprile 2021.

CONSULENZA E ASSISTENZA
Per tutte le informazioni contattare i nostri esperti. Ti affianchiamo in ogni fase per ottenere il contributo: consulenza formativa, verifica requisiti, predisposizione e presentazione della domanda.

Davide Dalla Valle
Versione Beta – Confartigianato Imprese Artser
davide.dallavalle@asarva.org, tel. 0332 256378

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[articolo originale qui]

 Non lo conosciamo quanto vorremmo, però stiamo imparando ad usarlo al meglio. Le potenzialità infinite del cervello umano sono le vere protagoniste della nuova formazione. Un nuovo modo di apprendere, studiare, elaborare, lavorare. In una sola parola, crescere. Umberto Rega, responsabile di VersioneBeta, scuola di formazione permanente di Confartigianato Imprese Varese, entra nel merito di quelle che sono le neuroscienze. Con una sola parola: esperienza. Poi: meno aula e più laboratorio; meno teoria e più pratica; meno concetti e più competenze.

FARE BENE DUE COSE NELLO STESSO TEMPO
E’ il desiderio di tutti gli essere umani. Se l’attenzione e la percezione non sono infinite (pensare e decidere nello stesso tempo non è facile), con le neuroscienze si trova una soluzione pratica in grado di superare gli ostacoli della natura umana: i limiti della memoria nel breve periodo, il linguaggio che può distorcere la comunicazione, il cervello in grado di elaborare solo un quinto delle informazioni che riceve. Quello che si ascolta potrebbe portare a giudizi e decisioni scollegate dalla realtà, ma una soluzione esiste.

FARE DI PIÙ … E MEGLIO
In modo semplice e veloce. La formazione ingessata, con il professore che non conta le parole e gli alunni che invece contano il tempo alla fine della lezione, stanca e fa calare la concentrazione. Con le neuroscienze, invece, aumenta la quantità dei concetti-chiave (durante un corso normale ce ne sono tra i mille e i 1600; con il nuovo metodo al massimo dieci o dodici), si sviluppa la parte esperienziale della formazione (l’esperienza favorisce la memorizzazione dei concetti), si abbina quello che si impara alla sua immediata sperimentazione e, infine, si coinvolge in moto attivo l’alunno per raggiungere obiettivi specifici e personali.

PER TITOLARE E COLLABORATORI
Partecipazione: è un’altra parola forte posta alla base del nuovo metodo di apprendimento.
 Fine dei corsi tenuti con le neuroscienze, è anche quello di migliorare i contenuti didattici attraverso sistemi premianti per i collaboratori. Nello stesso tempo anche gli imprenditori, se riusciranno ad aumentare la motivazione dei loro dipendenti a partecipare ai corsi, potranno ricevere alcuni riconoscimenti.

I CINQUE PUNTI CHE FANNO VINCERE L’IMPRESA
Li ricorda Umberto Rega: «La massima interazione fra docente e alunni, l’approfondimento di quanto si è appreso in lavori di gruppo, il confronto su quello che è stato detto e quello che si è capito, il collegamento dei concetti al mondo reale attraverso laboratori basati sull’esperienza e, infine, la conferma della validità dei concetti trasmessi». Le neuroscienze permettono, infatti, un apprendimento più centrato ma, soprattutto, la possibilità di mettere subito in pratica quello che si è imparato. Perché in presenza di una situazione particolare, il nostro cervello si attiverà mettendo in campo quelle competenze utili a risolvere quel determinato problema. La validità del metodo si trova però anche in altro: la sessione in aula è più “leggera” (i moduli formativi hanno una durata media che va dai 10 ai 25 minuti), non ci sono slide ma solo pc da avviare e azioni da compiere, l’azienda massimizza tempo e investimenti.

In sintesi: intervenendo sui contenuti (proposti in modo logico e in forma narrativa) e sui linguaggi, si anticipano i bisogni delle imprese e dei loro collaboratori.

PERCHÉ FUNZIONANO LE NEUROSCIENZE
Perché sanno come funziona il cervello, e quindi si concentrano sui suoi meccanismi. L’alunno impara meglio se sa che quel corso riguarda direttamente il suo benessere e la sua crescita professionale, se può apprendere secondo la logica degli opposti (le decisioni si fanno più rapide e i concetti si ricordano meglio), se le idee sono concrete e facili da assimilare (anche grazie agli esempi) e se i concetti sono quelli fondamentali (il cervello ricorda l’inizio e la fine di ogni evento, ma dimentica gran parte di ciò che c’è al suo interno). Infine: la visualizzazione (il nervo ottico trasferisce 25 volte più informazioni del nervo uditivo) e le emozioni, come punti di forza dell’apprendimento.  

[Articolo originale qui]

Scarsa appartenenza dei collaboratori all’impresa, difficoltà nei passaggi di consegna, nuova managerialità, miglioramento della propria efficienza, internazionalizzazione: per introdurre le novità in un’impresa bisogna impararle. Ne parliamo con Davide Dalla Valle, AreaLavoro/VersioneBeta di Confartigianato Imprese Varese.

Senza banchi di lavoro e cassette degli attrezzi, senza competenze adeguate alle sfide di oggi e pensando a un lavoro legato alle logiche e ai ritmi di vent’anni fa, un’impresa sarebbe controproducente perché inattuale. La formazione è come un tornio, un cacciavite, un carroponte: indispensabile per dare lo sprint giusto al momento giusto. Ma anche per investire sul futuro. «Questa cosa non mi va»: è una tra le frasi più comuni che pronuncia un imprenditore quando avverte il bisogno di cambiare. Ma non sa come fare.

formazione-davide-dalla-valleC’E’ SEMPRE UNA RISPOSTA
Su quella “cosa” – che può essere una somma di problemi diversi: scarsa appartenenza dei collaboratori all’impresa, difficoltà nei passaggi di consegna, strumenti manageriali, miglioramento della propria efficienza, internazionalizzazione – si deve trovare una «soluzione tipica» dice Davide Dalla Valle di Versione Beta, la scuola di formazione permanente di Confartigianato Imprese Varese.

Quando per “tipica” si intende una risposta completa e su misura sui tanti fronti che compongono un’azienda: l’organizzazione interna (i processi più ordinati, i ruoli più definiti, l’esigenza di delegare, l’autorità da affidare ai collaboratori), gli aspetti strategici del business, la motivazione e la riqualificazione dei lavoratori.

CRESCERE IN DIMENSIONE E NEL BUSINESS
La parola «crescita» è quella che esce con insistenza dal discorso di Dalla Valle: «L’azienda sa che oggi servono competenze che sappiano uscire dalla tradizionale modalità del lavoro, perché il modo di lavorare è completamente cambiato».

Inutile girarci intorno: il tema della formazione è delicato perché, soprattutto oggi, è tema attraverso il quale si gioca la qualità dell’azienda. Che non passa solo dai corsi obbligatori ma, con sempre maggiore convinzione, da quelli che ne «stanno al di fuori». formazioneDa quelli che fanno la differenza perché sono ritagliati su quello che chiede l’imprenditore per compiere il grande salto: crescere in dimensione e/o crescere negli affari.

Quello che serve, dunque, non sta più e solo nella prospettiva dei corsi per patentini e abilitazioni, ma nella capacità di consolidare la propria visione imprenditoriale attraverso una formazione che sappia abbinare in modo funzionale fra loro le soft skills (competenze legate alla flessibilità, adattabilità, senso della comunicazione, abilità sociali e caratteristiche della personalità) alle hard skills, cioè l’esperienza professionale, i titoli, gli studi.

PROFESSORI D’IMPRESA: SI PARTE DAL CHECK UP
Per avanzare nella giusta direzione, l’imprenditore deve conoscere i suoi punti di forza e quelli più deboli. Il check up dell’impresa e delle sue competenze è il primo step che permette al “professore dell’impresa” (il formatore di Versione Beta) ad aiutare l’imprenditore a definire una strategia d’attacco. Basata su tre strumenti: il Business Model Canvas (per riprogrammare in modo snello, veloce ma pratico le decisioni aziendali), il Tmp (per valutare gli stili di comportamento all’interno dell’impresa) el’Analisi di clima, per capire il livello del benessere organizzativo dei collaboratori.

formazione-2COSA POSSO FARE PER CAMBIARE?
Ma la questione che muta le prospettive è anche un’altra: «L’imprenditore spesso è solo, e prendere e fare le scelte giuste non è facile. Il professionista che svolge il check up, prima di tutto deve saper ascoltare in modo competente e consigliare – prosegue Davide – perché alcuni imprenditori hanno una loro visione della formazione che, però, con piccoli accorgimenti potrebbe aumentare di netto la loro produttività».

Il Progetto di Sviluppo definito da Versione Beta risponde ad un’altra domanda dell’imprenditore: «Cosa posso fare per cambiare?». Le azioni formative, un vero pacchetto integrato di risposte sartoriali, sono molteplici e vanno a sommarsi ad un’attività continua di monitoraggio dei risultati. Ecco perché i professionisti di Versione Beta, con la loro presenza e la capacità basata sull’esperienza, sono considerati «professori in azienda»: si definiscono gli strumenti, gli ambiti di intervento e si fissano le priorità. Con un Progetto di Sviluppo di medio o lungo periodo: da un anno ai due o tre anni.

formazione-1SENZA INTERRUZIONI
Il tempo, per un’impresa, è un valore. Ma lo è anche per chi fa formazione perché ci vuole tempo per definire una strategia da inserire nei piani aziendali e ce ne vuole per puntare ad un risultato di qualità. E’ per questo che il percorso costruito da Versione Beta si adegua ad ogni esigenza imprenditoriale, evitando interruzioni nei processi di produzione. Per rispondere ad un’altra domanda degli imprenditori: «Quanto tempo ci vorrà?».