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Business Coaching: Il metodo dello sgabello migliora il lavoro. E ci dà il tempo per vivere

[articolo originale di Paola Provenzano qui]

Tra imprenditori e liberi professionisti sta nascendo una nuova consapevolezza: sono sempre di più le persone disposte a investire tempo e denaro pur di lasciarsi alle spalle il paradigma “dormo poco lavoro molto e non ho tempo per affetti e salute”. A raccontarcelo, da un punto di vista privilegiato, è  Gianluca Tescione, mental coach che di casi di imprenditori giovani, startupper, capitani d’azienda più avanti con gli anni, in crisi o sul punto di lasciare il lavoro ne vede e ne supporta tanti.

E forse qualcosa di quello che sta accadendo vien fuori anche dalle parole di Elon Musk, amministratore delegato di Tesla, considerato uno degli imprenditori più geniali e visionari del momento. La sua giornata tipo? Dodici ore dedicate al lavoro, sei al riposo e sei alla ricerca di una fidanzata.

TRE SFERE DA RIEQUILIBRARE
«Quello che sta dicendo Musk – spiega Tescione – non è altro che la ricerca di un equilibrio che riguarda tre differenti sfere della nostra persona: sono tre “conti correnti” che noi abbiamo aperti e dove stanno rispettivamente il lavoro, la salute e gli affetti. Sono come tre pilastri: quello del lavoro, quello dell’amore e quello del benessere e della vitalità».

«Ciascuno di noi – continua Tescione utilizzando una immagine molto chiara – è come uno sgabello a tre gambe: se una di queste manca oppure è più corta delle altre, allora manca l’equilibrio. Chi sceglie ad esempio solo il lavoro, finirà per avere dei problemi sul lato degli affetti o della salute».

Cosa vede nella sua esperienza di tutti i giorni? Per chi fa il mio lavoro non è difficile trovarsi di fronte a uomini maturi di 70 anni che hanno fatto una vita in impresa e poi si guardano indietro e si accorgono di non aver vissuto, oppure vedere professionisti che ignorano i segnali di stanchezza che il corpo manda in nome di una ricerca continua della massima efficienza sul lavoro finendo per essere travolti dai problemi di salute.

«Occorre che ciascuno di noi trovi il suo personale modo di tenere tutto insieme ed in equilibrio – spiega Tescione – ci possono essere dei suggerimenti generali su come farlo, ad esempio gestendo meglio il tempo, ma poi le ricette vanno personalizzate a seconda delle nostre esigenze».

In altre parole non è questione di fissare un numero di ore da dedicare ad affetti, lavoro e salute: «Non si tratta di scegliere tra l’una o l’altra cosa, ma di avere del tempo per tutto e che questo tempo sia di qualità». Ed è da questo equilibrio che scaturisce anche la capacità creativa.

LA CHIAVE È LA PASSIONE
La vera cartina di tornasole e la premessa di tutto è però rappresentata da come il lavoro viene percepito e vissuto. «A non funzionare è il concetto di lavoro come fatica – spiega Tescione – La nostra occupazione deve essere guidata dalla passione, ossia da un forte interesse: solo così il lavoro ci risulterà piacevole e porterà alla nostra realizzazione».

Una passione che si declina nelle diverse professioni e che per ciascuno ha caratteristiche differenti, legate a talenti e interessi personali. «Solo così ci si alza ogni mattina motivati, altrimenti il lavoro diventa una fatica. A quel punto non è questione di quanto si lavora, ma di come lo si fa».